Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace
Il 6 aprile si celebra la Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace, un momento speciale per riflettere insieme ai bambini sui valori che lo sport insegna: il rispetto delle regole, la collaborazione con i propri compagni, la lealtà nei confronti dell’avversario.
In un’epoca in cui la competizione rischia di prevalere sul divertimento, diventa fondamentale educare i più piccoli al fair play e al piacere di giocare insieme in modo onesto e responsabile.
Cos’è il fair play?
Il fair play, o gioco leale, non è soltanto rispettare le regole, ma saper vincere con umiltà, accettare la sconfitta con serenità e comportarsi correttamente con compagni, avversari e arbitri. Significa anche aiutare chi è in difficoltà, applaudire un gesto di bravura altrui e riconoscere i propri errori.
Per parlare di questo tema con i bambini nella scuola primaria, si può partire da tre storie reali, semplici e potenti, in grado di mostrare come il rispetto e la gentilezza nello sport possano lasciare un segno indelebile.
3 storie vere di fair play da raccontare ai bambini
1. L’amicizia tra Jesse e Luz
Alle Olimpiadi di Berlino del 1936, l’atleta americano Jesse Owens stava per essere eliminato nella gara di salto in lungo. Il suo avversario tedesco, Luz Long, si avvicinò e gli diede un consiglio per migliorare la rincorsa. Jesse riuscì a saltare più lontano di tutti e vinse la medaglia d’oro. Dopo la gara, i due si abbracciarono sotto gli occhi del pubblico, dimostrando che rispetto e amicizia valgono più di ogni vittoria.

2. Il gesto gentile di Iván
In una gara di corsa nei pressi di Pamplona, in Spagna, pochi giorni prima del Natale 2012, Abel Mutai era in testa, ma si fermò poco prima del traguardo, pensando di aver già vinto. Iván Fernández Anaya, che lo seguiva, avrebbe potuto approfittarne per superarlo e vincere. Invece, lo aiutò indicandogli il traguardo e lasciò che fosse lui a tagliare per primo la linea d’arrivo. Un gesto che ha mostrato come il rispetto per l’avversario renda ogni gara più nobile.

3. La scelta coraggiosa di Paolo
Durante una partita di calcio in Inghilterra, il 16 dicembre 2000, Paolo Di Canio ricevette un passaggio mentre il portiere avversario era a terra infortunato. Avrebbe potuto segnare facilmente a porta sguarnita, ma fermò il gioco prendendo la palla con le mani e chiedendo aiuto per l’avversario. Un gesto che tutti applaudirono e che fu premiato come esempio di grande correttezza sportiva.

3 attività per portare il fair play in classe
Per aiutare i bambini a interiorizzare questi valori, dopo la lettura delle storie, potete proporre delle attività che rendano concreto il concetto di fair play e lo trasformino in azioni quotidiane. Le attività possono essere svolte sia individualmente sia in gruppo, con l’obiettivo di stimolare il dialogo, la creatività e il pensiero critico.
1. Raccontiamo insieme una storia di fair play
Chiedete ai bambini di inventare e scrivere una breve storia di sportività, scegliendo un personaggio, un piccolo ostacolo e un gesto gentile che cambia tutto. Potete poi leggere le storie ad alta voce e riflettere insieme su come i comportamenti che adottiamo possano fare la differenza.
2. Disegniamo la correttezza
Ogni bambino può disegnare la storia che lo ha colpito di più oppure creare un’illustrazione che rappresenti il fair play. Tutti i disegni possono essere raccolti in un grande cartellone con la frase “Anche io voglio essere un campione di correttezza!”
3. Il Manifesto del fair play
Realizzate insieme un grande cartellone di classe con regole, frasi positive e piccole promesse scritte dai bambini. Potete partire da una domanda guida: “Come si comporta un vero campione?” Il manifesto potrà essere appeso in aula o in palestra come promemoria visivo di buone azioni.
In più, dopo ogni partita o gioco proposto in classe, potreste adottare una di queste due abitudini:
- Il cartellino verde: i bambini possono segnalare con un cartellino verde il compagno o l’avversario che ha mostrato maggiore gentilezza e onestà.
- La ruota delle emozioni: creare un momento di condivisione in cui i bambini raccontano come si sono sentiti quando hanno perso, vinto o aiutato un compagno.
Il fair play dal gioco allo studio
Nella quotidianità scolastica, il fair play può tradursi nel rispetto di insegnanti e compagni, nella collaborazione durante le attività di gruppo e nell’onestà nei compiti in classe o a casa. Adottare questi principi nello studio aiuta a sviluppare il senso di responsabilità e giustizia e riconoscere l’importanza dell’impegno personale e del lavoro di squadra.
Per continuare a lavorare in classe su questi valori – il rispetto, la collaborazione, l’inclusione e la responsabilità – vi ricordo, infine, che abbiamo realizzato per voi insegnanti di scuola primaria e secondaria il manuale “Giochiamo ai cittadini del futuro”, una raccolta di attività pratiche per educare i bambini all’educazione civica attraverso il gioco, il confronto e la cooperazione.
Credits: foto di rawpixel.com da Freepik.








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