La classe cresce quando si crea un clima partecipativo
Nell’articolo “Da insieme di studenti a gruppo che impara insieme” vi avevamo spiegato il perché è importante favorire un clima di apprendimento sociale all’interno della nostra classe attraverso proposte di attività di gruppo strutturate. Avevamo però anche detto che bisogna preparare gli alunni a lavorare insieme ai propri compagni e che per farlo è necessario dedicare del tempo alla creazione del gruppo e al suo potenziamento.
Per questo vogliamo proporvi alcuni giochi teatrali da fare con i vostri alunni per creare in classe un clima sereno e partecipativo, che aiuterà a disinibire i più timidi e a contenere gli esuberanti!
In questo articolo vi suggeriamo dei giochi con differenti obiettivi:
- favorire la conoscenza e creare il senso di appartenenza;
- imparare ad ascoltare;
- promuovere la cooperazione.
5 esercizi e giochi teatrali per formare il gruppo-classe
1) L’oggetto personale (conoscenza)
Il giorno prima date ai bambini la seguente consegna:
“Domani ognuno di voi porterà in classe un oggetto che lo rappresenta, che possa raccontare agli altri una cosa importante di noi che abbiamo voglia di condividere con il gruppo”.
Il giorno dopo l’esercizio di narrazione può essere svolto con due modalità:
- Ogni bambino racconta alla classe perché ha scelto quell’oggetto.
- Formiamo delle coppie. Il primo bambino dirà perché secondo lui il compagno ha scelto quell’oggetto (ad esempio: “Luca, secondo te, perché Simone ha scelto proprio questo oggetto? Cosa ti fa capire di lui?”). Il secondo, dopo, procederà con il suo racconto, sottolineando quali interpretazioni di Luca fossero corrette e quali no.
2) Un forte vento soffia per… (appartenenza)
Il gruppo si muove liberamente nello spazio. A un certo punto, chi vuole può fermarsi e urlare: “Un forte vento soffia per tutti quelli che…” (ad es.: amano il mare, sono romantici, allacciano la cintura di sicurezza, credono nell’angelo custode, vanno pazzi per la Nutella, hanno paura del buio, ecc.).
Tutti coloro che si identificano con la categoria enunciata, si avvicinano al bambino che ha parlato, formando un unico gruppo stretto-stretto. Mentre gli altri formano un secondo gruppo allontanandosi il più possibile dal primo, in modo da formare due gruppi ben distinti e separati.
A un segnale dell’insegnante, i bambini ricominciano a muoversi liberamente e singolarmente nello spazio fino all’enunciazione – da parte di un altro bambino – di una nuova categoria.
Attenzione: all’inizio, chi urlerà la frase potrebbe utilizzare categorie molto vaghe oppure “verificabili” semplicemente attraverso l’osservazione, per esempio: “Un forte vento soffia per tutti quelli che… portano gli occhiali/indossano una felpa”. Se dovesse accadere, fateglielo notare e chiedete loro (man mano che il gioco va avanti) di andare verso una dimensione maggiormente esplorativa, dando piccoli suggerimenti con frasi tipo: “Dite cose che non possono essere dedotte con la semplice osservazione! Non abbiamo bisogno di questo gioco per scoprire chi porta gli occhiali o chi indossa una felpa!”. Guidateli, quindi, nell’utilizzo di categorie sempre più strettamente connesse con la propria persona, poiché un conto è dire “…per tutti quelli che amano la pizza”, un altro è dire “… per tutti quelli che sono timidi quando incontrano persone che non conoscono”.
3) Di chi è questa storia? (ascolto)
Dividete il gruppo in coppie. Ogni coppia di giocatori si scambierà una piccola storia/aneddoto/ricordo (bello o spiacevole) che li ha visti protagonisti. Il racconto dovrà essere molto breve, della durata di massimo 2 minuti.
Scaduto il tempo, direte “Cambio!” e da quel momento sarà l’altro membro della coppia a raccontare il suo episodio.
Terminato anche il secondo racconto, direte “Scambio coppie!”.
Da quel momento, casualmente, si formeranno altre coppie.
Ciò che ogni membro della nuova coppia dovrà fare sarà quello di raccontare in prima persona la storia che ha appena ascoltato, sempre nel tempo massimo di 2 minuti.
Una volta avvenuto lo scambio fra queste due storie, avverrà un altro scambio di coppia, fino a quando il giro degli scambi sarà terminato e tutti avranno incontrato tutti.
Alla fine del gioco, ognuno dovrà raccontare a tutto il gruppo (sempre in prima persona) l’ultima storia che ha ascoltato.
L’obiettivo è di ritrovare “l’autore” di quel racconto e verificare quanto la versione del compagno (l’ultima di una lunga serie di “versioni”) sia fedele al racconto originale.
4) Quattro in piedi (cooperazione)
I bambini sono seduti in cerchio, tranne quattro che rimangono in piedi.
Bisogna fare in modo che per almeno 5 minuti (o comunque per un lasso di tempo più lungo possibile) restino in piedi non più e non meno di quattro persone.
Se uno si siede, un altro – e solo uno – SIMULTANEAMENTE si alzerà; lo stesso se a sedersi sono in due o più contemporaneamente, senza mai lasciare “vuoti”.
Attenzione, però: questo esercizio può essere eseguito con un gruppo di 10 o max 12 partecipanti. In classi più numerose bisognerà quindi dividere la classe in due squadre.
Il gioco verrà eseguito da un gruppo alla volta. L’insegnante prenderà il tempo con un cronometro e lo appunterà alla lavagna.
Ovviamente dovrà essere eseguito più volte, ma attenzione: gli eventuali due gruppi non sono in competizione. L’obiettivo, infatti, è che ogni gruppo migliori il proprio tempo indipendentemente dall’altro gruppo.
Ricordate ai partecipanti che non possono assolutamente dare segnali ai compagni né suggerire o intervenire in alcun modo. Infatti, l’unico modo per eseguire correttamente l’esercizio è quello di tenere un costante contatto visivo con tutti i compagni, in modo da non sovrapporsi all’azione degli altri (quindi ‘vedere’ e ‘prevedere’ attraverso un’attenta osservazione del corpo e dello sguardo).
A ogni sbaglio, il tempo riparte. L’errore dovrà essere segnalato dall’insegnante con un comando prestabilito.
Invitate i bambini a non ridacchiare o commentare ogni volta che bisognerà ricominciare il gioco, per non perdere la concentrazione.
5) 5 nasi, 7 piedi (cooperazione)
Tutti i bambini camminano sparsi nello spazio. L’insegnante dice un numero e, insieme, una parte del corpo: ad esempio “due mani” oppure “cinque nasi” oppure “sette piedi”.
Immediatamente, i partecipanti devono formare dei gruppi in cui si uniranno due mani o cinque nasi o sette piedi.
I partecipanti che restano fuori dai gruppi semplicemente aspettano che il gioco ricominci a un segnale prestabilito dell’insegnante.
Le prime volte accadrà che per i bambini l’obiettivo sarà quello di non rimanere fuori dal gruppetto che mette in contatto le parti del corpo, poiché percepiranno l’eventuale “restare fuori” come un errore. Ricordate loro, quindi, che in realtà l’obiettivo del gioco è quello di rispettare il numero delle parti che si vanno a unire, indipendentemente da chi lo fa. Bisogna quindi osservare e tirarsi indietro se ci si accorge che il gruppo dei compagni ha già raggiunto l’obiettivo richiesto.
Ovviamente, ripetere il gioco più volte.
Fateci sapere come è andata!
Proverete nella vostra classe uno degli esercizi che vi abbiamo suggerito? Raccontateci la vostra esperienza lasciando un commento, inviando un’email o un messaggio privato ai nostri profili social.
Se invece volete approfondire come favorire la collaborazione tra alunni e potenziare le competenze trasversali attraverso il lavoro di gruppo, vi invitiamo a scoprire la formazione “Con gli altri imparo meglio”, un percorso rivolto agli insegnanti della scuola primaria che desiderano costruire pratiche efficaci per sviluppare la dimensione sociale dell’apprendimento in classe.
Per informazioni e attivazione, scriveteci a redazione@accademiadeglistracuriosi.it!
Credits: foto di pressfoto da Freepik.








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