La Giornata Internazionale dei Musei
Il 18 maggio si celebra la Giornata Internazionale dei Musei, promossa dall’ICOM (International Council of Museums) con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dei musei nella società.
Il tema del 2025 – “Il futuro dei musei nelle comunità in rapida trasformazione” – ci invita a guardare ai musei come a motori di sviluppo sociale e culturale, capaci di rispondere ai cambiamenti della società, promuovendo inclusione, partecipazione e innovazione.
Quale posto migliore della scuola per riflettere con i bambini su cosa può fare un museo per migliorare la vita delle persone?
Il museo che vorremmo: un laboratorio di cittadinanza attiva
“Il museo che vorremmo” è un’attività che ho immaginato proprio pensando al tema di quest’anno, ovvero “Il futuro dei musei nelle comunità in rapida trasformazione”.
È, quindi, un’attività che nasce proprio dal desiderio di far vedere ai bambini che un museo può essere molto più di un posto dove si conservano oggetti: può essere uno spazio che ascolta i bisogni delle persone, fa nascere idee e aiuta a immaginare comunità migliori.
Partirete dalle loro esperienze per arrivare a progettare insieme il museo che davvero serve al loro quartiere. Ecco come guidarli, passo dopo passo.
Fase 1. Quali musei conosciamo?
Attivare conoscenze, esplorare, classificare.
Si parte da una semplice domanda: “Quali musei conosciamo?”
Invitate i bambini a raccontare le loro esperienze nei e con i musei: una visita fatta in famiglia, qualcosa visto in un libro o raccontato da un amico. Annotate insieme le risposte su un cartellone o alla lavagna e guidateli nel raggrupparle per somiglianza: musei d’arte, di scienza, di storia, di natura, del gioco, della comunità…
Questo momento serve non solo ad attivare i ricordi e la partecipazione, ma anche a iniziare a riconoscere e classificare le diverse tipologie di musei esistenti, ponendo le basi per le fasi successive del percorso.
Fase 2. A cosa servono i musei?
Riflettere sul valore sociale e trasformativo dei musei.
Ora dividete la classe in piccoli gruppi e invitateli a scegliere alcuni musei tra quelli emersi nella fase precedente. A questo punto, aprite una nuova riflessione: “A cosa servono questi musei?”
Provate ad accompagnare la discussione introducendo alcuni bisogni fondamentali della comunità, utilizzando parole semplici o immagini che aiutino a visualizzarli:
- imparare
- stare insieme
- ricordare
- creare
- prendersi cura dell’ambiente
- esprimere le emozioni
- ascoltare chi è diverso da noi…
Chiedete ai bambini di collegare ogni museo individuato nella fase precedente a uno o più di questi bisogni, ragionando insieme su come quel museo possa aiutare la comunità. Per esempio, un museo della scienza non serve solo a comprendere una legge della fisica: può essere uno spazio per capire il mondo, farsi domande, immaginare il futuro.
L’obiettivo non è trovare “la risposta giusta”, ma allenare uno sguardo attento e partecipativo sul valore che i musei possono avere per tutti.
Fase 3. Di cosa ha bisogno il nostro quartiere?
Allenare lo sguardo civico a partire dall’esperienza quotidiana.
Questa fase è il cuore del percorso, perché porta i bambini a collegare il tema dei musei alla realtà concreta in cui vivono. Invitateli a osservare il proprio quartiere con occhi nuovi, come se fosse uno spazio da esplorare, pieno di relazioni, possibilità e piccoli problemi da risolvere insieme.
Per aiutarli a visualizzare meglio il contesto, potete utilizzare come spunto una mappa cartacea o strumenti digitali come Google Maps o Google Earth, in modo da “camminare” virtualmente tra le strade e i luoghi familiari. Questo supporto visivo è utile soprattutto per chi ha bisogno di un punto di partenza più concreto.
A questo punto, guidate il brainstorming con una serie di domande aperte che aiutino i bambini a mettere a fuoco cosa funziona e cosa potrebbe migliorare nel loro ambiente. Di seguito vi propongo alcune tematiche e alcune domande:
- Luoghi e spazi: Quali sono i posti del quartiere che ti piacciono di più? Perché? Ci sono spazi che non ti piacciono, o dove ti senti a disagio? Quali luoghi sono belli, curati, accoglienti? Quali sono trascurati o tristi? C’è qualcosa che manca per i bambini? E per gli anziani?
- Persone e relazioni: Le persone nel quartiere si aiutano tra loro? Oppure sembrano distanti? Ci sono momenti in cui la gente si incontra, parla, fa qualcosa insieme? Hai mai visto qualcuno escluso, solo, triste? Ci sono nuovi arrivati che fanno fatica a sentirsi accolti?
- Ambiente e qualità della vita: Com’è l’ambiente nel quartiere? Pulito? Verde? Sicuro? Dove si possono vedere piante o animali? Ci sono problemi di traffico, rumore, rifiuti? Dove si può giocare, correre, muoversi liberamente?
- Cultura, tempo libero, creatività: Ci sono posti dove puoi esprimerti con l’arte o con la musica? Cosa fai nel tempo libero, dopo scuola, nei fine settimana? Ci sono attività gratuite per i bambini e le famiglie? Hai mai desiderato un posto dove poter inventare o costruire qualcosa?
Annotate tutte le risposte, anche quelle più spontanee o insolite: saranno la base per individuare i bisogni della comunità.
Fase 4. Quando il museo incontra il quartiere.
Progettare nuovi musei per la comunità.
Infine, invitate i bambini, divisi in piccoli gruppi, a scegliere uno dei bisogni emersi durante il brainstorming. Partendo da questo, proponete loro di progettare un museo che possa soddisfare quel bisogno.
Possono scegliere due strade diverse:
- Immaginare un museo completamente nuovo, inventando spazi, attività e funzioni inedite. Ad esempio: il Museo dell’Amicizia, il Museo dei Sogni, il Museo delle Emozioni…
- Ripensare un museo già esistente, trasformandolo con nuove idee: aggiungendo laboratori, spazi interattivi, attività per la comunità.
Per aiutarli a dare forma concreta al loro progetto, guidateli a descrivere il museo in modo semplice e chiaro, rispondendo ad alcune domande principali:
- Qual è il nome del museo?
- A chi è dedicato? (bambini, famiglie, nuovi arrivati, tutta la comunità…)
- Cosa si può fare dentro questo museo?
- In che modo aiuta a migliorare la vita delle persone?
Ogni gruppo potrà scegliere come rappresentare il proprio museo: con un cartellone illustrato, un disegno dettagliato, un modellino, una piccola drammatizzazione o un racconto scritto.
Concludete con una presentazione collettiva, dove ogni gruppo racconta alla classe (o anche ai genitori) la propria idea, condividendo il bisogno a cui ha voluto rispondere e la soluzione immaginata.
In questo modo, i bambini non solo esplorano il significato sociale dei musei, ma si esercitano anche nel pensare progettualmente per il bene comune.
Condividete i vostri musei del futuro
Se decidete di provare l’attività, ci farebbe davvero piacere sapere com’è andata. Potete raccontarcelo nei commenti oppure condividere foto, idee o disegni taggando @accademiadeglistracuriosi sui canali social e utilizzando gli hashtag #giornatainternazionalemusei e #InternationalMuseumDay.
Credits: immagine generata con Sora (ChatGPT, OpenAI).








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