Un ciclo di incontri per adulti consapevoli
Il 23 ottobre e il 10 novembre scorsi si sono tenuti i primi due incontri pilota della formazione all’interno del progetto europeo Erasmus+ denominato “Surviving Digital”, per il quale Pot in Pot / Accademia degli Stracuriosi ha contribuito alla definizione della metodologia messa a punto da diverse organizzazioni europee per contrastare la dipendenza dal digitale.
Abbiamo già parlato di questo tema e del suddetto progetto nel precedente articolo “Bambini e digitale: come sostenere la lotta alla dipendenza dagli schermi”. Condividiamo ora i risultati di questo primo ciclo di incontri, che ha riunito insegnanti, genitori e professionisti per confrontarsi sul tema: “Come prevenire la dipendenza dagli schermi”.
Insieme alla project manager Annamaria Guarino di materahub, ho guidato il gruppo nella condivisione di preoccupazioni e difficoltà quotidiane da un lato, ma anche di possibili soluzioni dall’altro.
Come impedire che il digitale prenda il sopravvento
Step 1 – Analizzare il rapporto di noi genitori con il digitale
“Sostegno”, “consapevolezza” e “funzione educativa” – in contrapposizione a “giudizio”, “senso di colpa” e “perfezione” – sono state le parole chiave che hanno orientato la prima parte del percorso di accompagnamento dei genitori coinvolti.
Inizialmente la formazione è stata dedicata a indagare il rapporto che i genitori stessi hanno con il digitale, prima ancora che quello di bambini e ragazzi. Focalizzarsi su questo aspetto, osservarlo e analizzarlo è molto importante, non solo per capire che tipo di esempio siamo per i nostri figli, ma anche per individuare le cause di un uso indiscriminato degli schermi e gli effetti che ha sulla nostra vita privata e familiare.
Una delle riflessioni più significative emerse riguarda la discrepanza tra tempo percepito e tempo reale trascorso davanti agli schermi: i partecipanti hanno osservato – semplicemente controllando i dati che il nostro cellulare registra attraverso l’app “Benessere digitale e controllo genitori” – che la quantità di tempo che effettivamente trascorriamo ogni giorno davanti agli schermi è almeno il doppio di quella percepita.
Inoltre, si è osservato che la maggior parte del tempo dedicato agli schermi non solo è evitabile, ma è anche un tempo sottratto alle connessioni nel mondo reale.
Il confronto tra percezione e realtà rappresenta quindi un primo passo concreto verso una maggiore consapevolezza di quanto ciò che crediamo di governare in realtà ci governi quasi totalmente.
Step 2 – Osservare l’uso del digitale da parte dei nostri figli
Successivamente, l’attenzione si è spostata sul rapporto del proprio figlio col digitale, provando ad analizzare:
- quanto tempo il nostro bambino trascorre davanti agli schermi;
- i diversi momenti della giornata in cui utilizza il digitale e per quanto tempo;
- il suo stato fisico e mentale nel momento in cui fruisce di contenuti digitali (e dopo).
Rispondere a queste domande permette di acquisire un livello minimo, ma essenziale di consapevolezza, utile per ogni tipo di intervento educativo.
Molti genitori chiedono soluzioni immediate e universali, ma ciò che davvero conta è comprendere le dinamiche familiari: l’organizzazione quotidiana, le abitudini, la gestione del tempo e l’atteggiamento degli adulti. Sono questi i fattori che spiegano perché il digitale, a un certo punto, prende il sopravvento e perché i genitori si ritrovano spesso a sentirsi impotenti.
Step 3 – Capire quando, dove e perché offriamo uno schermo
Poiché i partecipanti ai nostri incontri sono padri e madri di bambini anche molto piccoli, è stato utile riflettere insieme sul quando, il dove e il perché viene offerto loro uno schermo e con quale funzione: strumento educativo, momento di pausa, necessità di tranquillità, gestione del tempo?
Dalle osservazioni e dalle riflessioni venute fuori è scaturita l’individuazione di possibili regole e confini grazie ai quali ridurre l’esposizione agli schermi e costruire alternative concrete al digitale, per il benessere del bambino e della relazione tra genitori e figli.
Step 4 – Valutare contenuti e tempi di esposizione
Nel secondo incontro ci siamo concentrati maggiormente sui tempi e sui contenuti di esposizione, diversificandoli a seconda dell’età del bambino. È così emerso come spesso i genitori si sentano rassicurati dalla fruizione di cartoni animati o video musicali, per il solo fatto che si tratti di contenuti adatti all’infanzia e, quindi, innocui.
Non solo questa convinzione è errata, poiché non tutto ciò che porta il bollino “per bambini” o “educativo” è privo di rischi, ma, al di là della qualità dei contenuti, è la variabile della quantità di tempo a incidere negativamente sullo sviluppo cognitivo e psico-emotivo del bambino.
“Organizzazione”, “tempo” e “alternativa” sono state le parole chiave del secondo appuntamento, con l’obiettivo di limitare le interferenze degli schermi nella vita familiare e nella relazione fra genitore e figlio, nonché di individuare tutte quelle azioni che possono rafforzare la relazione con l’adulto e altresì stimolare la creatività e le intelligenze dei bambini.
Verso linee guida condivise
Questo primo ciclo di incontri ha permesso di gettare le basi per definire le prime “linee guida” per la gestione di schermi e digitale nelle vite di noi adulti, prima ancora che in quelle dei nostri bambini.
Il gruppo ha espresso così il desiderio di proseguire il lavoro e portare avanti una riflessione collettiva e partecipata, finalizzata a ripensare il ruolo dell’adulto come “educatore attivo”, all’insegna della consapevolezza e della responsabilità.
Se anche tu vuoi entrare a far parte della nostra community Surviving Digital e organizzare degli incontri nella tua città, scrivici per avere maggiori informazioni all’indirizzo email redazione@accademiadeglistracuriosi.it!
Foto da Freepik.








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