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C di Creatività. Cos’è e come svilupparla

Gli equivoci che ruotano intorno alla parola “creatività”

Su cosa siano la creatività e la capacità di immaginare c’è a mio avviso ancora molta confusione in ambito educativo.

Io stessa, lo ammetto, sono stata “vittima” degli equivoci che ruotano intorno a questa parola, ovvero:

  1. Innanzitutto, pensare che i bambini siano naturalmente dotati di grande fantasia e immaginazione solo perché il bambino altera l’esperienza reale ed è attratto da tutto ciò che è fantastico.
  2. Associare le parole ‘creatività’ e ‘immaginazione’ solo agli artisti (scrivere un racconto, comporre musica, dipingere un quadro, ecc.)
  3. Pensare di sviluppare la creatività dei bambini principalmente attraverso il disegno.

Un aiuto da parte di Munari e Vygovskij

La lettura di due testi fondamentali sull’argomento (“Fantasia” di Bruno Munari e “Immaginazione e creatività nell’età infantile” di Lev Vygovskij) sono stati per me uno squarcio di luce nelle tenebre.

Due sguardi diversi (quello dell’artista e quello dello scienziato), ma complementari, che partono dalla stessa esigenza (far chiarezza!) e che giungono alla stessa risposta, ovvero cos’è la creatività e perché è fondamentale svilupparla.

Partiamo con il chiarire il primo grande malinteso. Il fatto che nei discorsi, nei pensieri e nei disegni dei bambini (mi riferisco in particolare alla prima infanzia) non vi sia alcun riscontro con la realtà, non ha a che fare né con l’immaginazione né con la capacità creativa. Ciò che in realtà fa il bambino è un’operazione molto semplice:

Proietta tutto quello che sa su tutto quello che non conosce a fondo. Il bambino mangia, piange, dorme, parla con la mamma, fa la cacca, cammina, dorme. Per lui, che non conosce il mondo, qualunque cosa ha le stesse sue qualità: la palla grande sarà la mamma della palla piccola. Se la palla si sporca vuol dire che si è fatta la cacca addosso. La palla avrà freddo o caldo come lui.

(B, Munari).

La ricchezza di esperienza e conoscenza, gli interessi e la complessità dell’interazione con l’ambiente sono aspetti che contraddistinguono il comportamento dell’adulto. Ecco perché

i prodotti dell’autentica immaginazione creatrice, in qualsiasi campo, appartengono soltanto alla fantasia già matura.

(Vigotskij)

Circa il secondo e terzo equivoco, possono essere risolti dando la definizione di ‘immaginazione creativa’: questo si ha quando si combinano diversi elementi della realtà creando qualcosa che prima non esisteva e immettendo questo prodotto dell’immaginazione nella realtà, trasformandola.

L’immaginazione non è quindi un impulso a fantasticare, ma un impulso a creare.

È pensiero che si fa azione, movimento, non ripiegamento su se stessi e quindi, in questo senso, qualsiasi prodotto dell’uomo è il risultato di una attività creativa, non solo quella dell’artista e dello scienziato: insomma, qualsiasi ‘idea’ che si trasforma in qualcosa di visibile non solo a me, ma anche agli altri e in grado di trasformare non solo la mia realtà, ma anche quella degli altri.

Distinguere la creatività dalla fantasia

Elementi fondamentali, quindi, che distinguono la creatività dalla pura immaginazione o fantasia, sono:

  • la conoscenza della realtà;
  • la motivazione ovvero il sentimento che genera l’idea.

Non esiste infatti possibilità di creare, lì dove non c’è conoscenza della realtà. Se vogliamo, quindi, che un bambino diventi una persona creativa

noi dobbiamo fare in modo che il bambino memorizzi più dati possibili, nei limiti delle sue possibilità, per permettergli di fare più relazioni possibili, per permettergli di risolvere i propri problemi ogni volta che si presentano

(B. Munari)

E con la parola ‘problema’, veniamo al secondo punto, quello del ‘sentimento’, ovvero della motivazione, del bisogno, del desiderio che da sempre muove l’uomo ad adattare l’ambiente ai propri bisogni.

Se la vita che lo circonda non gli ponesse alcun problema,; se le sue reazioni, abituali e secondarie, lo tenessero in perfetto equilibrio con l’ambiente, allora verrebbe a mancare ogni base per l’insorgere dell’attività creativa. Un essere che fosse pienamente adattato al mondo circostante, non sarebbe in grado di desiderare, di perseguire, e, infine, di creare qualcosa. Perciò alla radice della creatività. sta sempre una insufficienza di adattamento, dalla quale derivano le esigenze, le tendenze o i desideri.

(L. Vigotskij)

Concludendo

Anche un insegnante è un creativo quando – combinando diverse metodologie e/o anche esperienze personali in altri campi (non necessariamente professionali, ma anche personali) e/o attingendo ad altri linguaggi-  inventa un suo metodo, una sua una strategia didattica in grado di aiutare i suoi alunni ad apprendere meglio.

E se vogliamo stimolare l’immaginare creativa dei nostri bambini (tornando all’esempio iniziale del disegno, che è sì un’attività dell’immaginazione, ma di tipo “imititivo” e non “creativo”) proponiamo loro di fare sì un disegno, ma senza colori!
Quella che in un primo momento sembrerà una cosa impossibile o comunque una limitazione, una chiusura, in realtà aprirà a possibilità nuove.


Questo articolo fa parte della rubrica: “Il metodo Stracuriosi dalla A alla Z”. Settimana dopo settimana, lettera dopo lettera, condivideremo con voi quali sono i principi, i valori, le parole chiave alla base del nostro metodo. Scopri tutte le altre lettere.

Photo by Ketut Subiyanto from Pexels

Alessandra Maltempo

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